Er l’amor quel che avea trovato
Custodito e conservato
Mai nessuno l’avea rubato.
Un dì venne un giovanotto
Alto, biondo e tutto lui
Da galante chiese mano
Ma per nulla gli fu dato.
Venne ancora un altro dì
E l’amor facea mercato
Si vendea a buona gente
Ben disposta a pagar
Ma l’amor non è danaro
Nel mio cuor deve star.
Non si può veder chiaro
Se l’amor è frantumato
Se è spezzato o consumato.
Quel che amor tu vuoi chiamar
Non lo devi mai sciupar
E trattar con cura devi
Prima che ne venga male.
Or d’amor ti senti sazio
Ma diman sarà disgrazia.
Se tu vuoi continuar
Questo nome devi far
Il mio cor ben disposto
A trattar con reverenza,
con rispetto , con creanza
scende a patti di onestà
ma non pecca di viltà.
Potenza, febb.’90
Saturday, December 1, 2007
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