Sunday, November 29, 2020

Quarantine

 

Quarantine

 - 1944-2020

In the worst hour of the worst season
    of the worst year of a whole people
a man set out from the workhouse with his wife.
He was walking—they were both walking—north.

She was sick with famine fever and could not keep up.
     He lifted her and put her on his back.
He walked like that west and west and north.
Until at nightfall under freezing stars they arrived.

In the morning they were both found dead.
    Of cold. Of hunger. Of the toxins of a whole history.
But her feet were held against his breastbone.
The last heat of his flesh was his last gift to her.

Let no love poem ever come to this threshold.
     There is no place here for the inexact
praise of the easy graces and sensuality of the body.
There is only time for this merciless inventory:

Their death together in the winter of 1847.
      Also what they suffered. How they lived.
And what there is between a man and woman.
And in which darkness it can best be proved.

L'uomo saggio

Correva l'anno 2019 

l'uomo saggiò parlò

ma nessuno l'ascoltò.


Verrà un tempo, disse,  in cui ci assomiglieremo sempre più

indosseremo tutti una maschera 

nessuno potrà più guardare i nostri sorrisi,

le nostre emozioni saranno ben nascoste

e gli occhi, gli occhi parleranno come non mai.


Verrà un tempo in cui rimarremo chiusi, isolati, distanziati

per giorni, mesi e forse per alcuni non ci sarà più Natale, capodanno o ferragosto. 


Verrà un tempo in cui anche i morti usciranno da soli senza disturbare

andranno al cimitero senza essere accompagnati. Nessuno piangerà la loro partenza.


Verrà un tempo in cui nessuno ha più voglia di abbracciarsi, di toccarsi

di far sentire all'altro quanto siamo fragili dentro.


Verrà un tempo in cui dimenticheremo di avere un padre, una madre, un amico.

Verrà, verrà l'indifferenza e nessuno si spaventerà. 


Verrà un tempo, disse il saggio e se ne andò in silenzio

nessuno voleva ascoltarlo.




Sunday, August 30, 2020

Zia

 20 agosto 2016 

Cara zia,

Oggi ti scrivo mentre il tuo corpo è ancora qui – qui con tutti noi

Il tuo animo invece sicuramente è in un posto speciale- tra Serafini e  Cherubini  – dove nessun più potrà farti soffrire -

L’ultima visita ti ho trovata ancora più assente anche se il tuo viaggio in realtà è inizato da tanto tempo.

Da quando è arrivata lei – la tedesca – il cui nome ha fatto scattare tutti sugli attenti

E si è portata via un pezzettino di te – un pò ogni giorno – fino a cancellare tutto

Chissà zia se da qualche parte tu hai potuto continuare a coltivare i tuoi sogni, le tue aspirazioni.

Mi piace pensare che oltre quell muro, quella siepe  ci sia stato uno spazio tutto tuo, ben protetto ma tutto tuo dove ti sei ritrovata magari ragazzina o perchè no negli anni di amore con zio Pasquale, magari in Canada con i tuoi figli piccolini e poi mi piace ancora illudermi che in quello spazio ci possa essere stata anch io  .. I ns viaggi a Morra, le ns chiacchierate al telefono..

Sei stata brava .. Non sei andata via di scatto

No,  hai invece voluto  prenderti tutto il tempo

Per te, per gli altri e per le persone che ti sono rimaste accanto sempre ..

Ci hai quasi abituati alla tua presenza assenza

Il silenzio ti è stato alleato da sempre – I dispiaceri non sono mancati ma tu imperterrita hai resistito ad ogni attacco ..continuamente  eroica e vittoriosa!

 

Nei miei ricordi tu ci sei sempre e sempre ci sarai… , porto con me I  nostril ripetuti viaggi nella tua 126 gialla, era come il viaggio di Delma e Louise – noi due complici fino in fondo..

 Devo dirti Grazie! Grazie per tutto quello che mi hai trasmesso

Mi hai insegnato il senso della gratitudine,  il rispetto per I genitori quando andavi a trovare tua madre e partivi in orari insoliti, il peso e la cura delle cose quando mi costringevi a venire con te alla vigna per raccogliere la legna o per la sfogliatura, per le tappe a Monticchio tu determinata a riempire l’acqua di Monticchio io a svignarmela quanto prima!

Grazie zia per il primo uovo di Pasqua ricevuto da bambina e il primo panettone e qualche volta anche da adulto, grazie per le torte di compleanno che non mi hai mai fatto mancare anche quando ragazzina non lo ero più. Grazie!

Grazie zia per avere avuto sempre il tempo di ascoltarmi anche quando non rispondevi più… io ti dico Grazie!!!

“Voglio continuare a ridere  di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme… Del resto tu non sei lontana, sei solo dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.”

 

Tua per sempre nipote Maria

 

 

 

 

Saturday, August 22, 2020

lettera al vento

Perché stiamo insieme 
Perché ci piace guardare la ns infelicità 
Non lo vedi.. Noi non ridiamo insieme.. Noi non  ci divertiamo
Non siamo interessati perché non ci troviamo interessanti
Sento il tempo che scivola tra le mani 
Passa inesorabilmente passa
Io non riesco a frenarlo
Vorrei tornare a ciò che non ho vissuto con te
A quanto non ho riso con te
A quello che ho perso
All amore che non ho dato e qullo che non ho avuto
Ai buongiorno ii mancati e alle notti indifferenti
Alle confidenze regalate agli altri
Agli sguardi complici mai stati

Addio amore mio
Che tu possa capire quanto ha pianto questo amore chiuso in queste 4 mura