Tuesday, June 7, 2011

Un anno dopo: Paura del tempo che passa

Cos’è questo vociare? Questo brusio che disturba la notte ormai addormentata
Zitti, zitti tutti
Lasciatemi sentire
Lasciatemi sentire quello che manca
- L’irrompere improvviso
- Un “we”, bastava un “we” e tutti sapevamo ..
- Un Binnardo testardo avremmo detto in molti
- La singolarità del mio nome che tu solo avevi adottato
Voglio sentirlo ancora e voglio sentirlo da te: “Maruzzè ..”
Si, proprio così come nel sogno proibito
Accarezzata dalla tua mano per tranquillizzare  i miei occhi preoccupati
- Noi … compagni di gioco mai … noi che le scelte ci avevano diviso ma pronti a ritrovarci .. a cercarci per il mare … per la macchina nuova … per i progetti …. Per i sogni nel cassetto ….
- Noi e il nostro primo viaggio a Genova insieme …. Io aggrappata a te come innamorata … la misera cena nel fast food della stazione … le nostre facce … poi scoprire  il  ristorante sotto il nostro albergo e la promessa di tornarci e tornarci insieme … per errore c’eravamo trovati in un cinema a luci rosse e per un attimo siamo riusciti anche a stare al gioco : “questo film ? no, non credo ci interessi … sarà per il prossimo”
- Quasi niente in comune ma tanta voglia di ritrovarsi -  quella di ferragosto era la più memorabile,  cominciava tra una battuta e l’altro e poi come elefanti in fuga , rincorse, schiamazzi,   e voi due,  i fratelli, prima o poi l’attacco era fatale, giocavate o vi misuravate questo a noi non era dato saperlo  ma a tutti ci incuriosiva starvi a guardare.

Desiderio di aggrappare, stringere forte, riportare
Quello che la clessidra del tempo vorrebbe cancellare, allontanare

Luce – luce – voglio luce sui ricordi – Non voglio dimenticare.. Non li voglio affievoliti   - Sono pezzi di storia – mi appartengono – sono la nostra storia
Regalami ancora un pezzo di te!

Ma non l’ultimo saluto
No, no non quella stretta di mano che man mano si allontanava da me
No, no non quel misuratore di battiti che all’improvviso comincia il conto alla rovescia
No, non quella maschera che a tutti i costi doveva assicurare l’aderenza  mentre invece scavava i lineamenti
No, non il silenzio delle ultime ore  quando  inginocchiata ai piedi del tuo letto
Imploravo un miracolo per riportarti a noi , a me! Forse un ultima volta per fare le cose per bene, salutare come si conviene.
E invece no,  non hai rispettato i patti e sei caduto nel sonno prima che io tornassi a te

La mezza da poco è passata .. sono riuscita a fermare il tic tac di quell’orologio a muro che impietosito mi ha ascoltato e per un attimo il mio animo illuso ha creduto di incontrarti ancora – E un segreto lo tengo per me!

Zitti, zitti tutti voglio sentire quanto quanto può far male chi al telefono più non può parlare, chi mi guarda incorniciato e par che dica: vi ho preso in giro non vedete che son qui  -  festeggiate! Non piangete impietositi!

Non voglio che sia vera la tua morte!

Si , oggi come un anno fa …. La tua Maruzzella

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