Questa è una poesia scritta dal mio amico John ispirata dalla sua donna Karen, che ama profondamente gli alberi e pronta a difenderli a qualsiasi costo.
L'ho ascoltata e mi ha colpito molto per la forza delle parole. Spero vi piaccia....
Ivy angel~~~~~
Ivy
suffocating, sucking the life blood, from its host...
She will rise again & be someone elses ghost....
Oh Ivy ivy pretending to be dead...
She will suckle & weave her way...
Where angels fear to tread...
Headstones so grey,erected on a special day....
Sweet words engraved...For the lives that could not be saved....
With natures way enriching the soil...
Thriving green vegetation,for men to toil......
The yew, the oak & pine prevail.....
Angel ivy will never fail.....
The ivy queen, so nimble & lean...
She rips & slashes but is never seen....
Your time has come, ivy beware....
The ivy queen will strip you bare!......
She's on a quest to save the trees...
And only seen by the birds & bees....
If she climbs your trunk & trims your leaves....
She will caress your flesh like a warm summer breeze!
Oh ivy angel, oh angel eyes, you are more than an angel behind your discuise....
When your eyes are closed, you could misbehave....
But from cradle to grave you were born to save!!!!!!!!
J. Sparrowe/ September 2008~~~~~
Thursday, September 18, 2008
Monday, June 30, 2008
L ‘essere disintegrato
Ho scritto parole nel vuoto
il pensiero le ha trasformato
le ho capovolte e poi le ho spogliate
Ho pensato di essere grande
come vita di giorno ci è data
a gran passi ho corso per strada
affannata in mezzo alla gente
l’ho guardata e poi mi sono allontanata
Seppur un bambino ha sorriso
l’ho scrutato con amaro sguardo
l’ho pregato di andare via
il suo tempo per me era sprecato
Nel cercare con voglia di tanto fare
mi appare una luce una stanza
un letto appena rifatto
una sedia capovolta
sul pavimento un libro aperto le mie memorie
Mi trovo in un vicolo buio
la città dorme entro senza far rumore
le quattro mura si ristringono
si avvicinano a me
sono in trappola
soffoco
il mio corpo è schiacciato
sento solo il rumoroso battito
mi ero illusa fosse il mio cuore
era solo un vecchio orologio da camera
del mio corpo una impalcatura
tutto è volato via
disintegrato
cancellato
annullato
il pensiero le ha trasformato
le ho capovolte e poi le ho spogliate
Ho pensato di essere grande
come vita di giorno ci è data
a gran passi ho corso per strada
affannata in mezzo alla gente
l’ho guardata e poi mi sono allontanata
Seppur un bambino ha sorriso
l’ho scrutato con amaro sguardo
l’ho pregato di andare via
il suo tempo per me era sprecato
Nel cercare con voglia di tanto fare
mi appare una luce una stanza
un letto appena rifatto
una sedia capovolta
sul pavimento un libro aperto le mie memorie
Mi trovo in un vicolo buio
la città dorme entro senza far rumore
le quattro mura si ristringono
si avvicinano a me
sono in trappola
soffoco
il mio corpo è schiacciato
sento solo il rumoroso battito
mi ero illusa fosse il mio cuore
era solo un vecchio orologio da camera
del mio corpo una impalcatura
tutto è volato via
disintegrato
cancellato
annullato
Lontana da Dio
Sono lontana
mille miglia da te
tanto lontana quanto sola
in un deserto
affollato di gente
che parla ,che strilla, si muove in fretta
fa tanto rumore.
Sollevata coi piedi per terra
staccata pur ancora inchiodata
m’incammino per una strada
senza uscita.
Sento i tuoi passi venirmi dietro
li sento sempre più vicini
sei qui,
sei sulla stessa strada
mi stai toccando,
sento il mio cuore muoversi .
Sono dentro e sono fuori
e non mi accorgo dove sono.
Sono ancora legata
queste catene m’impediscono
di fuggire,
fuori di esse ,altre corde,
altri giri,
altre, altre catene
detengono questa mia vita
dell’umana specie.
Potenza, 20/02/90
L’ attimo fuggente
Fugge lo sguardo
si nascondono gli occhi
rosseggiano le guance
tremano le mani
sudano le braccia
il cuore parla
il resto è silenzio.
Morra,4-05-93
si nascondono gli occhi
rosseggiano le guance
tremano le mani
sudano le braccia
il cuore parla
il resto è silenzio.
Morra,4-05-93
Sunday, January 20, 2008
Sei grande
Maggio radioso ,sole quasi inventato
per riscaldare il corpo di Maria nata.
Oggi è innalzata, sul monte portata
Maria Vergine Santa da tutti pregata
Madre natura l’ha colorata a festa
per questo giorno le ha dipinto la veste
fior di ginestre, rose e tulipani
or poseranno sul capo dorato.
Uno sguardo acconciato, quasi truccato
eppur tanto vero è quel quadro trovato.
Quella la copia, ma non è stata trovata
lì nella fossa c’era nata.
La sua presenza era ancora un miraggio
quando la sua voce emanò un raggio:
“scavare ,scavare” era questo il messaggio.
Giovani, vecchi e bambini, tutti lì ad attendere Maria.
Oggi il tuo piccolo mondo
è tornato a te
per dirti ancora
“Sei grande per me”
per riscaldare il corpo di Maria nata.
Oggi è innalzata, sul monte portata
Maria Vergine Santa da tutti pregata
Madre natura l’ha colorata a festa
per questo giorno le ha dipinto la veste
fior di ginestre, rose e tulipani
or poseranno sul capo dorato.
Uno sguardo acconciato, quasi truccato
eppur tanto vero è quel quadro trovato.
Quella la copia, ma non è stata trovata
lì nella fossa c’era nata.
La sua presenza era ancora un miraggio
quando la sua voce emanò un raggio:
“scavare ,scavare” era questo il messaggio.
Giovani, vecchi e bambini, tutti lì ad attendere Maria.
Oggi il tuo piccolo mondo
è tornato a te
per dirti ancora
“Sei grande per me”
Nascere donna
Nascere donna è molto importante,
assapori le cose senza chieder tanto:
Guardi il tuo corpo, ma non l ‘hai ancora notato
le tue mani scivolano su quella pelle vellutata.
Madre natura ha studiato ogni cosa,
tu devi pur rappresentare qualcosa.
Sboccia un fiore nel giardino
c’è qualcuno in compagnia;
eccoti donna ,piccola come sei,
grande come vuoi essere,
reggi l’ uomo nel suo cammino,
finché non cade il suo destino.
L’ uomo ti guarda una volta
ed è certamente per scoprirti la prossima volta;
di te sa già ogni cosa
il tuo corpo rappresenta qualcosa;
ti lascia al tuo domani
ma vorrebbe che il giorno facesse da guardiano .
Ti ha chiamato donna per dirti ti amo,
ora scruta con occhi arrabbiati
cerca nei tuoi, una qualche risposta,
ma trova solo un messaggio bruciato,
che rivoltato sa dire:
tutto, niente o forse qualcosa.
assapori le cose senza chieder tanto:
Guardi il tuo corpo, ma non l ‘hai ancora notato
le tue mani scivolano su quella pelle vellutata.
Madre natura ha studiato ogni cosa,
tu devi pur rappresentare qualcosa.
Sboccia un fiore nel giardino
c’è qualcuno in compagnia;
eccoti donna ,piccola come sei,
grande come vuoi essere,
reggi l’ uomo nel suo cammino,
finché non cade il suo destino.
L’ uomo ti guarda una volta
ed è certamente per scoprirti la prossima volta;
di te sa già ogni cosa
il tuo corpo rappresenta qualcosa;
ti lascia al tuo domani
ma vorrebbe che il giorno facesse da guardiano .
Ti ha chiamato donna per dirti ti amo,
ora scruta con occhi arrabbiati
cerca nei tuoi, una qualche risposta,
ma trova solo un messaggio bruciato,
che rivoltato sa dire:
tutto, niente o forse qualcosa.
Innocente morte
Nevica fuori
a piccoli fiocchi cade giù la neve
io la osservo dall’ alto
al V° piano ho l’impressione
di godere uno spettacolo
più bello rispetto ai piani bassi.
Vorrei contare quanti chicchi bianchi
passano davanti alla mia finestra
prima che cadano giù.
Uno, due, quat….cinq…se…set….
….ott…nov….oh no mi sfuggono,
sono così tanti,
la mia mente non riesce a
contenerli tutto.
Nevica ancora fuori
i chicchi bianchi sono sempre
così tanti .
Vorrei….ma non posso…….
Vorrei…..ma non voglio
allontanare i miei occhi dalla finestra.
Anzi vorrei salire al nono piano
tanti quanti sono i piani di
questo palazzo,e poi di lì
salire in soffitta e poi
sul tetto, fuori, dove Nevica.
Sono sicura che lì la neve è
più bella, i chicchi saranno
più grandi perché sono più
vicini al cielo.
Invece qui da me arrivano
dei fiocchi ridotti, spezzati
che scendono perdono
consistenza, corporeità.
Vorrei aprire la finestra, prender
nelle mani un fiocco,
custodirlo al caldo, risparmiandogli
così una caduta inevitabile.
Mi avvicino ai vetri e li guardo
con animo sospeso questi
milioni, milioni di chicchi.
sono così belli, così
innocenti, bianchi tutti uguali
e così indifesi.
Li osservo un attimo, sto per aprire
la finestra, tendo la mano
la stringo ritirandola a me….
Poi la riapro per guardarci dentro
…….Niente……..la mia mano è vuota
Sono spaventata e preoccupata
penso ”forse non dovevo privarlo
della sua libertà” .
Guardo fuori e vedo che
i chicchi bianchi sono scomparsi
tutti: fuori ha smesso di nevicare. Potenza 04/o2/1991
a piccoli fiocchi cade giù la neve
io la osservo dall’ alto
al V° piano ho l’impressione
di godere uno spettacolo
più bello rispetto ai piani bassi.
Vorrei contare quanti chicchi bianchi
passano davanti alla mia finestra
prima che cadano giù.
Uno, due, quat….cinq…se…set….
….ott…nov….oh no mi sfuggono,
sono così tanti,
la mia mente non riesce a
contenerli tutto.
Nevica ancora fuori
i chicchi bianchi sono sempre
così tanti .
Vorrei….ma non posso…….
Vorrei…..ma non voglio
allontanare i miei occhi dalla finestra.
Anzi vorrei salire al nono piano
tanti quanti sono i piani di
questo palazzo,e poi di lì
salire in soffitta e poi
sul tetto, fuori, dove Nevica.
Sono sicura che lì la neve è
più bella, i chicchi saranno
più grandi perché sono più
vicini al cielo.
Invece qui da me arrivano
dei fiocchi ridotti, spezzati
che scendono perdono
consistenza, corporeità.
Vorrei aprire la finestra, prender
nelle mani un fiocco,
custodirlo al caldo, risparmiandogli
così una caduta inevitabile.
Mi avvicino ai vetri e li guardo
con animo sospeso questi
milioni, milioni di chicchi.
sono così belli, così
innocenti, bianchi tutti uguali
e così indifesi.
Li osservo un attimo, sto per aprire
la finestra, tendo la mano
la stringo ritirandola a me….
Poi la riapro per guardarci dentro
…….Niente……..la mia mano è vuota
Sono spaventata e preoccupata
penso ”forse non dovevo privarlo
della sua libertà” .
Guardo fuori e vedo che
i chicchi bianchi sono scomparsi
tutti: fuori ha smesso di nevicare. Potenza 04/o2/1991
Saturday, January 5, 2008
Eterna parola
Parole parole
ora sono nella mente custodite nei tuoi pensieri,
ora sono per le strade su carta stropicciata,
trasportate dal vento, ma non molto lontane
esse tornano a me
or dolci, or amare
or profonde, or pungenti.
Parole che un tempo hai fissato
su carta colorata ,
su i margini di un giornale
parole dette, scritte, studiate
rifatte e poi ancora riscritte.
Parole, le stesse parole
or per sempre inchiodate
su una lapide color grigio
notte, rispecchiano l’ ombra dei
tuoi anni passati.
Or vivi poeta, luce della mia luce
nel mio tempo
in quello dei miei figli.
Non guerre, non pestilenze,
non terremoti cancelleranno
le sacre scritture del tempo.
Potenza, 05/01/90
ora sono nella mente custodite nei tuoi pensieri,
ora sono per le strade su carta stropicciata,
trasportate dal vento, ma non molto lontane
esse tornano a me
or dolci, or amare
or profonde, or pungenti.
Parole che un tempo hai fissato
su carta colorata ,
su i margini di un giornale
parole dette, scritte, studiate
rifatte e poi ancora riscritte.
Parole, le stesse parole
or per sempre inchiodate
su una lapide color grigio
notte, rispecchiano l’ ombra dei
tuoi anni passati.
Or vivi poeta, luce della mia luce
nel mio tempo
in quello dei miei figli.
Non guerre, non pestilenze,
non terremoti cancelleranno
le sacre scritture del tempo.
Potenza, 05/01/90
Lontana da Dio
Sono lontana
mille miglia da te
tanto lontana quanto sola
in un deserto affollato di gente
che parla , che strilla, si muove in fretta
fa tanto rumore.
Sollevata coi piedi per terra
staccata pur ancora inchiodata
m’incammino per una strada
senza uscita.
Sento i tuoi passi venirmi dietro
li sento sempre più vicini
sei qui, sei sulla stessa strada
mi stai toccando,
sento il mio cuore muoversi .
Sono dentro e sono fuori
e non mi accorgo dove sono.
Sono ancora legata
queste catene m’impediscono
di fuggire,
fuori di esse, altre corde,
altri giri, altre, altre catene
detengono questa mia vita
dell’umana specie.
Potenza, 20/02/90
mille miglia da te
tanto lontana quanto sola
in un deserto affollato di gente
che parla , che strilla, si muove in fretta
fa tanto rumore.
Sollevata coi piedi per terra
staccata pur ancora inchiodata
m’incammino per una strada
senza uscita.
Sento i tuoi passi venirmi dietro
li sento sempre più vicini
sei qui, sei sulla stessa strada
mi stai toccando,
sento il mio cuore muoversi .
Sono dentro e sono fuori
e non mi accorgo dove sono.
Sono ancora legata
queste catene m’impediscono
di fuggire,
fuori di esse, altre corde,
altri giri, altre, altre catene
detengono questa mia vita
dell’umana specie.
Potenza, 20/02/90
Io e il treno
Un’immagine dietro l’altra
seguono ininterrottamente
qualcuna si ferma
il tempo che basta poi come le altre
viene abbandonata.
Riprendo il viaggio
l’occhio lavora
lo spettacolo continua
danzano ora l’una ora l’altra
mai le stesse ,vanno ma non tornano.
Ora il buio nasconde ai miei occhi
quella natura invernale.
Anche il buio danza ,passa……
l’occhio attende,
attende la luce.
Il buio persiste, non mi abbandona
vedo, no ho solo sognato
vedo, sì è di nuovo giorno!!!
Nel treno verso Morra, 10-4-93
seguono ininterrottamente
qualcuna si ferma
il tempo che basta poi come le altre
viene abbandonata.
Riprendo il viaggio
l’occhio lavora
lo spettacolo continua
danzano ora l’una ora l’altra
mai le stesse ,vanno ma non tornano.
Ora il buio nasconde ai miei occhi
quella natura invernale.
Anche il buio danza ,passa……
l’occhio attende,
attende la luce.
Il buio persiste, non mi abbandona
vedo, no ho solo sognato
vedo, sì è di nuovo giorno!!!
Nel treno verso Morra, 10-4-93
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